Risvegli

24 Aprile 2008 Commenti chiusi
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Diario di viaggio (2)

16 Febbraio 2008 1 commento
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Diario di viaggio

7 Febbraio 2008 1 commento

In quanto macaco in trasferta negli States per ragioni di lavoro, mi pare necessario dover scrivere un post su alcune strane usanze di questo paese.

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T.G.I.F.

17 Gennaio 2008 1 commento

Per la maggior parte delle persone, credo, il giorno peggiore della settimana è il Lunedì.

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spero promitto e iuro …

4 Ottobre 2007 Commenti chiusi

La cazzula che, si sa, nn e’ mai stato un fine interprete dell’incomprensibile linguaggio femminile, chiede aiuto al lettorato di macachi. Di recente si e’ trovato in situazioni equivoche, sul cui significato ancora si interroga perplesso. Per questo invita i lettori di macachi (e non solo) a compilare questo test (rigorosamente multiple-choice). Le vostre risposte lo aiuteranno.

1- la ragazza con cui parla di un palloso argomento di lavoro si strofina i capelli con insistenza. Pensi:

A) com’e’ possibile che le prudano i capelli?
B) strofinarsi i capelli e’ davvero scontato come gesto…perche’ nn inventi qualcosa di meglio?
C) spero promitto e iuro reggono l’infinito futuro

2) La ragazza con cui stai pranzando alla mensa aziendale si passa ripetutamente la lingua sulle labbra. Pensi:

A) ha dimenticato il burro cacao e rimedia come puo’
B) il cibo della mensa intorpidirebbe un elefante..come puo’ pensare al   sesso ora?
C) il raggio della sfera qual’e'? 4/3 pi greco R3

3) La ragazza a cui stai illustrando il contenuto di una presentazione continua ad aggiustarsi il ferretto del reggiseno con aria leggermente ammiccante. Pensi:

A) certo che poteva comprarlo della misura giusta
B) questo nn si trova sui manuali di body language, devo chiamare l’ing tazzo
C) fero, fers, tuli, latum, ferre

4) Sei seduto alla scrivania e una collega si avvicina dicendoti se le puoi spiegare una cosa. Dopodiche si siede sulla (tua) scrivania, davanti a te a gambe divaricate. Pensi:

A) non essendoci una sedia vuota qui in giro si e’ accomodata alla bell’e meglio
B) in una situazione del genere e’ difficile pensare…
C) eschilo eschilo, signori, che qui si sofocle…

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Saluta la salute (parte 3)

4 Giugno 2007 Commenti chiusi


Lunedì 4 giugno 2007

Voce fuori campo:
Signore e signori buonasera e benvenuti alla replica della cerimonia di rivelazione della patologia di MX!
Seduto sulla panchina all?ombra, appena fuori dall?ufficio consegna referti dell?ospedale, il protagonista in persona si accingeva ad aprire la busta col nome vincitore.
Ma prima di andare al sodo creiamo un po? di suspance ricapitolando quali fossero le principali categorie candidate:
Candidato numero 1. Ernie vertebrali del collo, inizi d?ernia, consunzioni di cartilagini protettive, altre magagne meccaniche.
Candidato numero 2. Malattie degenerative di vario genere: muscolari, neuromuscolari, neurologiche, sclerosi multiple e singole, multilaterali e non, genetiche e non.
Candidato numero 3. Cancri vari, neoplasie assortite, tumori maligni, benigni, neutrigni e variazioni sul tema.
Ecco il momento che aspettava da giorni. Eppure non si decideva ad aprirla quella benedetta busta: titillava il lembo dell?apertura e si guardava intorno. Si concentrò perfino cercando di capire se stavano per passargli davanti agli occhi le immagini di tutta la vita. Gli passò davanti soltanto un brutta donna, cinquant?anni mal portati, con andatura trascinata.
Si decise e aprì.
The winner was?
Un CD?
Rimase spiazzato. Nella busta c?era un CD ficcato in una custodia semirigida che diceva: ?Il presente CD contiene le immagini (in formato DICOM) e il referto del Vs. esame. Per la loro visualizzazione è sufficiente inserire il CD nell?apposito lettore del Vs. PC?bla bla bla??
Dannazione, come facevano a sapere che lui possedeva un PC? Chi era la talpa?
Ma la domanda era del tutto secondaria.
Si innervosì e guardò meglio nella busta. Sul fondo trovò un fogliettino piegato in due che gli diede la risposta.
The winner was?
Ernie e magagne meccaniche assortite!
Non una, non due, ma svariate magagne.
In un centinaio abbondante di parole veniva descritta la situazione. Per nulla semplice, per nulla rassicurante.
Ciononostante MX si alzò con una bella espressione di sollievo dalla panchina, ringraziò tutte le formiche convenute sul marciapiede che il suo sguardo ground-oriented riusciva ad abbracciare e si incamminò verso casa rimirandosi la punta dei piedi.

Le esatte parole riportate sul referto sono:
?L’esame è stato eseguito nella sola condizione basale mediante scansioni assiali dello spessore di 1 mm condotte dalla limitante somatica inferiore di C3 al piatto vertebrale superiore di D1. Mantenuto l’allineamento sagittale dei metameri vertebrali esaminati, con perdita della fisiologica lordosi cervicale. Canale rachideo di dimensioni nei limiti della norma. Note di spondilo-artrosi con presenza di piccolo osteofita del muro posteriore a livello C4-C5 sul versante destro e slabbratura osteofitosica a livello C5-C6 sul versante sinistro. Nei limiti le dimensioni utili dei forami di coniugazione. Il disco C4-C5 presenta una marcata protrusione a sede paramediana destra. Voluminosa ernia preforaminale destra del disco C5-C6. Ernia preforaminale sinistra del disco C6-C7.?

Spondilo artrosi, osteofiti, slabbrature ossee, una marcata protrusione e ben due ernie, di cui una definita voluminosa.
Niente di letale dopo tutto: il bicchiere è mezzo?rotto.

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Saluta la salute (parte 2)

4 Giugno 2007 1 commento


Domenica 3 giugno 2007

Dopo la tac di mercoledì si è aperta la questione: a quale medico specialista portare gli esiti?
Tre i cavalli in gara e bisogna scegliere su quale puntare.
1) Mammà shakerando a dovere esperienza ed arteriosclerosi ravvisa nei miei malanni le stesse caratteristiche e quindi cause e dunque soluzioni di precedenti acciacchi capitati ad un paio di zie, ad una cugina e a mio padre. I quali parenti, si badi, hanno avuto ognuno una patologia diversa dagli altri. Ella propende per una neurologa, ex primaria in pensione, che ha di recente curato mio padre per una lombocruralgìa anomala con un mese di trazioni da 28 chili alle gambe.
2) Dottor B ha nel taschino il nome di un primario ortopedico che per l?ernia cervicale è la morte sua: ?Lei mi porti i risultati che io la faccio vedere dal primario (chissà di quale ospedale) la sera stessa!?
3) I coniugi F, amici medici praticanti chirurgia addominale, in una telefonata transcontinentale dagli USA dove trascorrono una vacanza che i bookmakers definiscono a scopo concezionale, si raccomandano di non farsi assolutamente vedere da un ortopedico (vade retro!), bensì da un neurochirurgo, possibilmente dell?istituto neurologico Besta (che lì ne sanno a pacchi).

Tutte soluzioni dignitose ma a pagamento se si esclude la (inaccettabile) visita neurochirurgia convenzionata col SSN ad un mesetto da oggi.

Apettando l?illuminazione sono tornato dal dottor B perché i dolori aumentavano e le possibili posizioni del collo diminuivano.
Dottor B: Come vanno le cose? Male? Vedo, vedo. Non sono migliorate nemmeno con il cortisone che ho detto a Sua madre di darle? Ah, non glielo ha dato? Strano!
Sollevo un sopracciglio.
Il punto è che lui non ha prescritto nessun cortisone.
Dottor B: Beh, adesso le faccio la ricetta. È l?unica cosa da fare visto che non le hanno fatto nulla le iniezioni dei farmaci A e B!
Sollevo anche l?altro sopracciglio.
Il punto stavolta è che i farmaci che mi ha fatto iniettare non sono A e B (mai sentiti), ma C e D.
Ho comprato il cortisone (altre iniezioni, evviva!) e sono tornato a casa un po? preoccupato pensando di chiedergli a bruciapelo, la prossima volta, se davvero sia laureato in medicina.
A casa non avevo più sopracciglia da alzare quando ho letto le indicazioni terapeutiche del nuovo farmaco:
Edema cerebrale, neoplasie cerebrali, stati di emergenza e shock vari: edema della glottide, reazioni trasfusionali, anafilassi, etc.;traumatismi emorragici, chirurgici, settici, cardiogeni, da ustioni.
Evidentemente il dottor B non è convinto come dice che la mia sia un ernia delle vertebre cervicali.

La serata è stata rallegrata da una delle graziose scenate telefoniche di Donnaò che ultimamente si incazza per autocombustione: fa tutto lei.
MX: Sai sono stato dal dottor B che mi ha prescritto del cortisone. Dice che mi allevierà il dolore.
Donnaò: Coooosa? Cortisone? Ma il cortisone è tossico! Ha degli effetti collaterali tremendi! fa più male che bene! I vietcong lo usavano per torturare gli americani! Dicono che porti anche sfiga!
MX: Ah, non lo sapevo. Quand?è così niente cortisone, sopporto il dolore e spero che non aumenti più.
Donnaò: No! Tu non ti devi basare su quello che penso io: il collo è il tuo e sei tu che devi decidere!
MX: E? che avevo già qualche dubbio. Ora che tu mi dici così capisco che forse non è il caso di farmi iniettare anche sta roba.
Donnaò: Ma il medico è lui, se devi seguire dei consigli è meglio che segui i suoi.
MX (sforzandosi di mantenere la calma): Già il medico è lui, almeno spero. Ok, vada per le iniezioni di cortisone.
Donnaò: Ma il cortisone fa male! Io non prendo mai farmaci e sto benone? (e così via in un loop potenzialmente infinito)
La telefonata ha come esito un silenzio imbronciato nei miei confronti della durata di tre giorni.

Dopo tre iniezioni di cortisone inframezzate da pallosissime tappe del giro d?Italia, da soporifere regate di Luna Rossa e dalla narcotica partita di calcio Isole Faroe vs Italia i miei dolori sono leggermente migliorati.
Ma non tanto da far finta di nulla e riprendere la vita di sempre.
È l?occasione per notare che non godo di molta credibilità presso i miei amici.
Infatti ho ricevuto diverse telefonate del seguente tenore:

Amico: Bella MX! Weekend weekend! Stasera la città è nostra! Che ne dici? Non tirare pacchi, neh!
MX: Eh, mi piacerebbe, ma sono messo davvero male con la salute?(dettagliata spiegazione delle mie sfighe)
Amico: Ah, mi dispiace.
MX: Già.
Amico: E se andassimo in quel posto che volevi tanto vedere? Dai, c?è anche la musica che piace a te!
MX: Forse non hai capito. Sto male, assumo farmaci pesanti, non mi reggo in piedi per più di cinque minuti e se mi metto al volante non riesco a guardare al di sopra del cruscotto!
Amico: Capito. Uhm, peccato!
MX: Vabbè dai, sarà per la prossima, appena mi rimetto in sesto.
Amico: Aspetta, non ti ho detto che c?è anche l?amica figa di Tizia e che è di nuovo single!!! Non puoi mancare!
MX: ?

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Saluta la salute (parte 1)

2 Giugno 2007 1 commento


Mercoledì 30 maggio 2007

MX rimettendosi la giacchetta: Allora, si è visto quello che c?era da vedere?
Dottoressa dietro al macchinario: Le immagini sono tante, vanno viste con calma. (traduzione di MX: morirai tra poco e inesorabilmente, avanti un altro.)

Come inizio di giornata non c?è male: la tac non promette niente di buono e l?idea di aspettare fino a lunedì pomeriggio per avere una prima risposta alla domanda ?c?è un futuro per questa scimmia sul pianeta terra?? mi ha messo di cattivo umore.
Tornato a casa ho alzato la cornetta, chiamato il posto e detto fanculo tutti.

Mi son detto calma, ho cercato di essere il più razionale e il meno pessimista possibile.
La visuale è rimasta la stessa.
Ho passato la giornata sfogliando margherite e dando ai petali i nomi delle peggiori malattie.

Flashin? back

Circa due mesi fa ariecco il consueto dolore spalla-collo che mi prende con cadenza cazzuale, si intensifica con l?accendersi sul cruscotto della lucina ?stress? per poi dissolversi pian piano, di solito, con l?inizio della stagione dei pompini. A volte perfino senza.
Trascorso un tempo ragionevole ed esaurita la scorta di amiche arrizzacazzi disposte a farmi un massaggino decontratturante alla schiena il quadro sintomatologgico si è un po? aggravato: maggior dolore e impossibilità di portare a fine corsa certi normali movimenti della testa del tipo guardati attorno e dai la precedenza prima che qualcuno voglia essere pagato per separarti dalla mascherina di un Iveco col raschietto. Inoltre trovo un po? fastidioso dormire in certe posizioni, ma mi basta girarmi una volta di più e risolvo alla grande.
Passa un giorno, passa l?altro e me ne vado a trovare Donnaò per un weekend. Lei propende per cause psicosomatiche dei miei mali: in somma sintesi a causare i miei mali, proprio in concomitanza alle mie trasferte roman(tich)e, sarebbe il mio subconscio snaturato e distorto dall?educazione cattolica colpevolizzante. Inoltre comincia a non trovarmi più divertente e gentile come i primi tempi, ma rigido, assillante e un po? fastidioso (temo siano i primi segni di un altro tipo di cedimento strutturale).
Le posizioni possibili sul materasso diminuiscono progressivamente e comincio ad aver bisogno del cuscino per dormire.
Il weekend seguente lo passo sul lago di Garda col gruppo S. La speranza che una giornata alle terme possa giovarmi in qualche modo naufraga nelle acque di un ampio laghetto tiepido popolato solo da vecchi, famigliole e coppiette che trombicchiano in disparte come nulla fosse. Fighe solinghe o a gruppetti manco col telescopio.
Il martedì seguente sono dal dottor B. Lui non mi guarda proprio, mi ascolta poco e prescrive una bella settimana di siringate nel sedere con antinfiammatori e miorilassanti (dove ho già visto questo film?). ?Con queste passa tutto e subito. ? mi dice ? E? solo una contrattura, ma dovesse ricapitare nei prossimi due mesi allora torni che facciamo una risonanza magnetica per vedere se c?è un?ernia vertebrale al collo?speriamo di no?.
La sera stessa comincio a sentire anche un leggero dolore irradiarsi per il braccio sinistro facendo certi normalissimi movimenti. Autosuggestione, penso, e vai con le iniezioni.
Intanto i quotidiani viaggi andata e ritorno sui mezzi pubblici si fanno sempre più difficili e le rare volte in cui trovo un sedile libero spunta sempre una vecchina cacacazzi che a sguardi o parole fa notare che io, omone giovane e nerboruto, dovrei cederle il posto a sedere.
Le punturine sono sciacquatura di piatti intramuscolo: effetti nulli, ma mica si può dirlo con certezza fino alla fine delle fiale.
Fine delle fiale: mando mammà dal dottor B a chiedere gentilmente la prescrizione per la risonanza magnetica.
Lei torna con la prescrizione per una tac.
Comincio a chiedermi se il dottor B abbia tutti i venerdì al loro posto.
Per la tac ci vogliono due giorni di attesa. Solo due.
Di notte il trovare una cazzo di posizione non dolorosa è una vera impresa: accatasto cuscini nei modi più fantasiosi e mi ci sistemo sopra da vero campione di tetris.
Di giorno per evitare forti dolori che vanno dall?avambraccio sinistro fino alla noce del capocollo (Lino Banfi docet) posso scegliere se assumere la postura ultra impettita con collo teso verso l?alto detta ?posizione di braccio di ferro con manico di scopa in culo? (comporta uno sforzo muscolare che riesco a sopportare al massimo per cinque minuti) oppure assumere la posizione del mento appoggiato al petto. Col risultato che in piedi posso solo guardarmi le punte dei piedi e da seduto sembro un bambino dell?asilo in punizione nell?angolo.

Fine flashback

Sono andato all?ospedale a fare la tac che parevo Enrico Cuccia e ho scritto queste righe come Schroeder dei Peanuts al pianoforte.

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MX 2.0

27 Maggio 2007 3 commenti



Voce fuori campo:
Guardava la luce dello schermo senza mettere a fuoco, durante una pausa pranzo piovosa.
Sbilenco.
Masticava a vuoto con le palpebre a mezz’asta.
Voleva scrivere su Macachi ma non trovava la forza. Mancava da così tanto tempo che avrebbe dovuto dare almeno qualche aggiornamento su una dozzina di argomenti.
A partire dal matrimonio dell’elemento W con bRigida, della successiva, immediata gravidanza, della nascita della sua prima nipote.
E poi del fatto che da qualche mese viveva da solo, che era la prima volta in vita sua, forse l’ultima.
Dei dolori al collo e alla spalla che lo perseguitavano da un po’.
Ma anche del fatto che si vedeva con una, anzi che stava con una, anzi che si era fatto accalappiare da una, come gli piaceva raccontarsela nei rari momenti in cui la melassa non gli colava fuori da tutti i buchi del cranio.
Poi l’evento decisivo: un rutto redentore e si mise alla tastiera.
Deciso a fregarsene degli arretrati, contando solo sul presente e sul futuro, ammesso che ce ne fosse davvero uno.

Maledetta voce fuori campo.
Macchè rutto, macchè palpebre a mezz’asta!
Pranzo con gli auricolari, scrivo con gli auricolari, pausa con gli auricolari, mezzi pubblici all’andata e al ritorno con gli auricolari.
Ero assorto nell’ascolto del mio musicòfono, tutto qui.
Jazzmatazz volume 4, se proprio devo dire tutto.
Che è anche il motivo per cui torno su queste pagine, visto che in “state of clarity” Guru e Common mi ripetono allo sfinimento di essere me stesso ed essere ben chiaro.
Mi sono scosso dal torpore digestivo per farla vedere a tutti. Non ai macachi, ci mancherebbe, nè agli altri individui qui nel posto. A tutti, in generale.
A buon intenditore.

Sti pochi concetti a significarvi disappunto sul fronte tecnologico (ultimamente Macachi è diventato uno sfogatoio. Bene, mi adeguo).
La rete cambia ed io non riesco a tenere il passo: credevo di essere un utente medio-consapevole della realtà circostante.
Negli ultimi tempi invece è un fiorito delirio di cose che comprendo appena o che non so bene da che lato osservare.
Tocca dire che erano tempi semplici quelli in cui ci si apriva un blog o la propria galleria di immagini su flickr.

Myspace
Oggi c’è questa perversione: se non hai una pagina myspace sei un cretino. Chi fa musica ci mette i propri brani, chi non fa musica non ci mette nulla e personalizza il proprio template aspettandosi che qualche altro genio gli faccia i complimenti solo per questo.
Si collezionano conoscenti su myspace. L’idea è avere amici importanti ma virtuali per potersi bullare di ciò con i propri, ordinari, amici reali.
Non ci si scambia più il biglietto da visita, semmai la pagina e ormai invece di buongiorno e buonasera si dice “grazie per l’add!”

Eccone qui una pagina pescata a caso.

I forum
Non so bene come ci si iscriva, come si scelga la propria immaginetta animata (avatar), come si quoti e altri mille dettagli. So che prima ancora che internet avesse applicazioni di tipo grafico esisteva usenet, ovvero i newsgroups. Quando la fidanzata ti chiede cosa siano, tu rispondi saccente che sono specie di bacheche su cui, volendo, si lascia un messaggio su questo o quell’argomerdo. Oggi come oggi capita di sentirsi ribattere: “ah, e cos’hanno in più dei forum?”
Niente di più, niente di meno. Ma i forum si consultano dal web, per i newsgroup ci vuole un reader. Se lei ti dice che non è vero perchè si leggono anche da “Google gruppi”, capisci che non è inesperta come credevi.
E che ti tradisce.

Ecco un esempio di forum.

I wiki
Lo sai cos’è wikipedia: un’enciclopedia consultabile online, ok. Cerchi “babbano”, “backup”, “baldracca”, “Baudelaire” e trovi risposte adeguate (funziona anche con le altre lettere).
Tutti in coro ad aggiungere che è opera collaborativa: fatta da chiunque sappia e voglia scriverla, correggerla o integrarla.
L’idea è talmente di moda che anche altrove si diffondono i cosiddetti wiki, ambienti in cui piace buttare i propri granelli di conoscenza a formare mucchietti di sapere.
Ma avete mai provato a modificare una pagina di wikipedia?
Servono registrazioni, test di ingresso, verifiche di competenza, gare di sbugiardamento, analisi del sangue, dello sperma e delle impronte digitali. è più facile entrare nei servizi segreti.
Ammesso che sia fattibile ti vien voglia di andarti a comprare una copia della Treccani piuttosto che pigiare di nuovo il tasto “w” sul PC.

Un esempio di sito wiki-simil-pedia.

Questi esempi sono solo la punta dell’iceberg.
Molta gente vive con msn messenger sempre attivo manco fosse un polmone artificiale.
I feed rss, atom, xml o salaminchia non fanno a tempo a passare di moda che arrivano la trasmissioni audio in podcast che seguono lo stesso principio: un clic sull’apposito programma ti dirà quale dei tuoi siti o trasmissioni preferite è stata aggiornata dal tuo ultimo passaggio.
Non è finita. I ragazzini di oggi non si chiudono più in bagno a massacrarsi senza portare con sè il videofonino per documentare tutto su youtube. E ciò mentre i padri passano le quotidiane quattro ore, al rientro dal lavoro, davanti a second life.
Che merita una parentesi.
Mi sono ufficialmente pentito di aver deriso in epoche quasi remote uno dei macachi che si era iscritto (seriamente si scoprì, mica per goliardia) ad uno di quei siti di incontri per conoscere gente (leggasi: femmine) compilando il suo bravo profilo e allegando foto con aria tenebrosa che lo faceva somigliare più al commissario monnezza che all’uomo intrigante che avrebbe voluto essere.
Non avrei mai osato prenderlo per il culo se avessi sospettato che qualche anno dopo avrei visto gente vera spendere veri soldi per crearsi finti connotati, vestiti e patrimoni e tentare di fare colpo su persone scelte in base a caratteristiche altrettanto false, per di più conosciute in luoghi fosforescenti.

Ecco qui come finirà questa gente.

Il mio consiglio resta quello di sempre:
www.getafirstlife.com

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19 Maggio 2007 1 commento

Treno per milano. Un sole giallo da sera di mezzo maggio inonda lo scompartimento. Rumore di treno in sottofondo. La cazzula rientra da una giornata di lavoro fuori piazza e se ne sta piantato nel sedile del treno cercando di atteggiarsi un po’. Si ficca l’ipod nelle orecchie e ostenta attenzione su un librazzo di finanza. O per meglio dire su un report. Intanto maneggia nervosamente il blackberry semi nuovo. Che non ha nemmeno uno sfriso sul display. Pensa che gli altri passeggeri provino una sottile antipatia. O forse lo ignorano alla grande e si fanno i cazzi loro. Nel frattempo chiede in prestito una penna ad una vicina di posto caruccia. Mentre lei fruga nella borsetta, la cazzula non puo’ fare a meno di notare che le ragazza sta leggendo un articolo sulla pornografia. Lei trova la penna, gliela passa e riprende a leggere, e leggendo fingendo disinteresse. La cazzula se ne sta li un po’ tra il brusco ed il lusco: intavolare conversazione o soprassedere? Nel frattempo lei, come se niente fosse, chiude il giornale e gli poggia una mano sulla gamba.

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